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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Thu Mar 26, 2009 6:18 pm 
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primi segnali

scontri "trappola" programmati tra rossi e neri
spari in aria
manifestazione del 28 invece che censurata e nascosta....ben sponsorizzata e sottolineata
notizia del tentativo di sequestro di un banchiere da parte di ex br..
numeri gonfiati e grandi della crisi e disoccupazione, per aumentare e fomentare paure, depressione e malcontento.


stanno riapparecchiando la tavola.
:idea:


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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Fri Mar 27, 2009 2:12 pm 
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Sunderland marzo 2009
Nella città-simbolo della crisi in Gran Bretagna. Che farà oltre 3 milioni di disoccupati.
Era la roccaforte dell’Old labour. Vantava il più grande cantiere navale del mondo. Oggi è arrugginito. E la gente si dà all’alcol e alla xenofobia. «Fanno lavorare i polacchi. Come possiamo non odiarli?»

Sono passate le 16 di un sabato pomeriggio di inizio marzo e al Jackson’s - l’unico pub della Lower Dundas Street - è in corso l’evento più importante della settimana: la squadra di casa, il Sunderland, gioca contro il Tottenham nella speranza di allontanarsi dalla bassa classifica del campionato inglese. Gli avventori sono tutti uomini, intenti a contemplare lo schermo in silenzio seduti intorno a tavoli pieni di pinte di birra. Hanno l’aspetto un po’ dimesso. Ogni tanto qualcuno mugugna e protesta per un fallo. Ma non succede granché. Il Sunderland strappa solo un pareggio. E dopo il fischio finale il chiacchiericcio riprende e ricomincia la vita di prima. «Calcio, calcio e ancora calcio» scherza Patricia Burnell, la barista. «E anche disoccupazione. Sono questi, i principali argomenti di conversazione dei miei clienti. Su dieci che entrano da quella porta, uno solo ha un impiego fisso. Gli altri vivono di sussidi ed espedienti. La partita è l’unico momento in cui riescono a dimenticare i loro problemi». Fuori dal locale, la città sembra morta. Le strade sono vuote e le serrande dei negozi abbassate, alcune da mesi o anni. Bisognerà aspettare la sera, perché i giovani si riversino in strada per l’ennesimo weekend di musica e alcool.



Benvenuti a Sunderland, piccola località della costa orientale inglese. Fino alla prima metà del secolo scorso, i suoi abitanti potevano vantarsi di vivere nel più importante cantiere navale del mondo, circondato da miniere con tonnellate di carbone. E avrebbero guardato con tranquillità al G20 che si apre il 2 aprile a Londra. Oggi questo luogo, come Newcastle, Gateshead, Durham County e Middlesbrough, fa parte di una regione - il Northeast - che da spina dorsale dell’industria pesante e manifatturiera britannica, è diventato il fanalino di coda dell’economia nazionale. Le miniere hanno cominciato a chiudere a metà degli anni Ottanta tra violenti scioperi e proteste, e così pure gli shipyards, i cantieri navali dove generazioni di operai avevano piegato l’acciaio sotto cieli perennemente grigi, ma almeno con una busta paga a fine mese. Quei giorni sembrano appartenere al passato. Oggi lo stipendio medio a Sunderland è di 383 sterline settimanali (circa 407 euro) contro le 479 della media nazionale (510 euro), uno degli ultimi cinque in tutto il Paese. Per migliaia di ex-lavoratori, il tempo viene scandito dalle umilianti visite mensili negli uffici comunali a ritirare il “dole” (il sussidio statale), e il benessere ha lasciato terreno a disoccupazione (nel Nordest è ai massimi nazionali con l’8,2 per cento), disagio sociale e alcolismo. Una miscela esplosiva che, con l’attuale crisi economica, rischia di rendere questa regione inglese ancora più simile al nostro Sud. O di causare forti ondate di protesta, quando uno dei beni più rari e preziosi - il lavoro - viene dato in appalto a stranieri, come nel caso degli operai italiani nel Lincolnshire a fine gennaio. Nella sola Sunderland si stima che nel 2009 perderanno il lavoro altre tremila persone, che finiranno nel bacino dei 3,3 milioni di disoccupati previsti in Gran Bretagna entro la fine della recessione. Ne sanno qualcosa allo stabilimento della Nissan, appena fuori dalla città. Inaugurato nel 1986, e attualmente il più grosso produttore di macchine nel Regno Unito, aveva portato cinquemila nuove assunzioni e una ventata di sollievo. Poi, a gennaio, in piena crisi del settore automobilistico, l’annuncio-shock: 1.200 posti di lavori “axed”, tagliati con l’accetta. Tra gli operai in mezzo alla strada c’è anche Mark Derrick, 34 anni, tre figli a carico e tanta rabbia: «Ero lì da 12 anni e guadagnavo 400 sterline la settimana (426 euro). Ora sono a casa, e adesso al mio posto c’è un operaio polacco. Lo Stato mi passa 240 sterline al mese (255) e me le devo far bastare per tutta la famiglia. Nessuno si stupisca se ce la prendiamo con gli stranieri». Per anni Derrick ha votato Labour. Oggi invece è sostenitore del British national party (Bnp), il partito dell’ultra-destra nazionalista xenofoba che continua a raccogliere consensi nel Nordovest e nel Centro dell’Inghilterra, incolpando gli immigrati per la recessione e fomentando rivolte sociali.

A Sunderland e nel Nordest laburista le teorie xenofobe del Bnp attecchiscono meno, anche perché la presenza di immigrati è ridotta. Ma in una terra segnata dalla disoccupazione, la logica del “British jobs for British workers” è condivisa da tutti. «Sono d’accordo con loro, noi inglesi dobbiamo avere la priorità» dice Kevin McKenna, 31 anni e un brutto passato alle spalle. Dopo aver perso il posto nelle miniere di Durham, il padre non ha più smesso di bere, lasciando che lui si cacciasse nei guai: droga, risse, rapine, arresti, ricoveri per abuso di alcool. Storie molto comuni, tra i giovani di qui. Kevin va avanti grazie al sussidio e al cosiddetto “fiddle”, la pratica dei lavoretti in nero pagati in contanti a fine giornata. «Non ne faccio una questione di razzismo» precisa. «Solo di buonsenso. Se adesso gli stranieri ci rubano anche il lavoro, qui scoppieranno rivolte». Fino ad allora, l’unica soluzione per arrotondare i miseri contributi statali è quella di affinare l’arte di arrangiarsi. Alto quasi un metro e novanta, stazza da pugile e berretto nero di lana, Kevin Whitehead, 53 anni, non ha un lavoro dal 1986, quando fu licenziato dal cantiere navale di Sunderland. Quasi un quarto di secolo dopo, le mani e la faccia portano i marchi di decine di scazzottate a colpi di bottiglia nei bassifondi della città: tagli, nocche rotte, legamenti fuori uso e una lunga cicatrice che gli attraversa la guancia sinistra. Il curriculum di un picchiatore di professione, che oggi riscuote pagamenti per la malavita di Londra. «Questa città mi ha preso a schiaffi da quando ero giovane» dice Whitehead. «Un giorno lavori e hai una moglie. Il giorno dopo sei in mezzo a una strada senza un soldo. Se non ti arrangi, non sopravvivi». La crisi minaccia anche le casse dello Stato. A dicembre, il numero di richiedenti sussidio in tutto il Paese ha superato il milione. E a Sunderland e nel Nordest i sussidi sono tutto. «Il rischio di una crisi fiscale è reale» commenta David Byrne, professore di sociologia all’università di Durham, che prevede anni bui. «Questo istituto è uno dei più prestigiosi del Regno Unito, ma i nostri studenti già sanno che, una volta laureati, non ci sarà quasi nulla per loro». Eppure c’è anche chi lascia spazio all’ottimismo. È Mark, 20 anni, studente di ingegneria meccanica della piccola università di Sunderland. La maggior parte dei suoi compagni dice di volersene andare appena finiti gli studi. Lui no. Dopotutto tra 1998 e 2008, prima della crisi, la città aveva investito nel settore dei servizi, riuscendo a creare la cifra record di 14mila posti di lavoro: «È vero, qui è pieno di disoccupati, ma mio nonno è stato un minatore e conosco bene l’etica di questa gente. A breve saranno avviati nuovi progetti tecnologici in tutta la regione. Voglio restare qui e credere nello sviluppo della mia città».


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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Fri Mar 27, 2009 2:19 pm 
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Tanti adulti come l’ex spazzino Frankie Iannucci hanno perso il lavoro e vivono con il sussidio.

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scena usuale anche a dublino, in peno centro


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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Fri Mar 27, 2009 2:26 pm 
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in italia ci pensa supersilvio a dare consigli:

«I licenziati trovino qualcosa da fare»
Il premier a Napoli: «La situazione è difficile, ma io non me ne starei con le mani in mano»


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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Sat Mar 28, 2009 9:38 am 
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aspettando news da ghost, sulla manifestazione di oggi, raccolgo questa notizia, in perfetto italian style:

Niente posto di lavoro per Racz:rivolta di cameriere e turisti
Lo chef Filippo La Mantia, che si era offerto di assumere il romeno, si è visto costretto a fare retromarcia


Non impasterà il pane per Filippo La Mantia, non imparerà a fare cannoli e cassate per i clienti dello chef palermitano. Il sogno di Karol Racz sfuma nel giro di 48 ore: una protesta in odore di razzismo [razzismo??????????? come si fa a parlare di razzismo quando si parla di un uomo accusato di stupro e rumeno, quindi di pelle bianca e con le stesse origini, eurocaucasiche, di un italiano?????????????] costringe il cuoco ad abbandonare il progetto di assumere il romeno. L'annuncio della possibilità di un contratto per l'ex «faccia da pugile» è di mercoledì, ieri La Mantia ha dovuto fare retromarcia di fronte ai reclami: tre cameriere si sono «licenziate» prima ancora di firmare, una ditta di facchinaggio ha sostenuto che i colleghi italiani senza lavoro hanno più diritti di Racz a un contratto e un'agenzia turistica (non italiana, ma il cuoco non vuole dire di quale Paese) ha minacciato via fax di non mandare più clienti.

Fra le cameriere una, in particolare, non ha digerito la presenza del romeno: «Ha telefonato — racconta lo chef — e ha spiegato che non le va di lavorare con Racz perché è stato accusato di stupro. Era brava, ma non la assumerò più: non mi piace questa mentalità». L'«incidente» ha turbato La Mantia. «Sono avvilito — ammette —, depresso. Racz è stato già giudicato, per la gente è e resterà "faccia da pugile". Non importa a nessuno che non abbia un letto. Il mostro non è lui, siamo noi». Lo chef, che ha vissuto sulla sua pelle una carcerazione ingiusta molti anni fa, racconta di aver ricevuto in due giorni «centinaia» di mail a sostegno della sua iniziativa e una decina di protesta, per lo più da parte di disoccupati: «Perché assume il romeno? Perché è andato in tv?». «Ho risposto a tutti — dice il cuoco — e ho spiegato che è stato un gesto istintivo. Qualcuno mi ha anche accusato di volermi fare pubblicità». [noooooooo! ma daiiiiiiiiiiiiiii?]
Ora per Racz inizia un periodo difficile.

Sembra che anche l'azienda agricola abruzzese abbia ritirato l'offerta di lavoro: resta solo la cooperativa romana che si occupa di manutenzione del verde. «Maledetta la sera in cui ho mandato a Porta a Porta il messaggio con cui dicevo di essere disponibile. [ ...sisi...certo... :roll: ] Doveva avvenire tutto in sordina»: La Mantia, però, non è sicuro che il progetto si sia arenato per razzismo. «Forse ho scoperto un mondo. Ma per me questa parola è fantascienza: a Palermo — sottolinea — abbiamo sempre convissuto con altre nazionalità».


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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Sun Mar 29, 2009 11:43 am 
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proteste a roma, berlino, london...







bello lo striscione:

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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Tue Mar 31, 2009 10:41 pm 
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credo che la coscienza umana di questo contesto storico stia sfociando in qualcosa che toccherà tutti noi.

le chiacchiere e i palcoscenici futuri sono terminati.

l'uomo ha preso in mano le redine della propria vita e la affronterà a MUSO DURO in attesa degli eventi.

il mondo meccanico, robottizzato, crimanale, orwelliano e repressivo è alle porte, basterà un niente questa estate per dare l'inizio dei fuochi.

tutto partirà dal faro di questa mostruosità, ovvero il regno unito, la testa madre e creatrice di questo matrix reale e ben visibile.

dobbiamo dare manforte a chi per primo cercherà di dare inizio alla lotta per la nostra SOPRAVVIVENZA E NON ESTINZIONE.

la gioventù greca ha dato segnali di vita e di preparazione, ora starà a noi agire nel nostro.

come avete visto, le manifestazioni sono state imponenti, toccando tutte le classi, i lavoratori, e proprio per questo non ci sono stati scontri, perchè questo tsunami toccherà tutti, anche i nostri "amati poliziotti" con gli stipendi tagliati e la diminuzione delle divise, toccherà i pompieri come in grecia, e lo STATO si troverà isolato e protetto solo dall'esercito.

è nostro compito iniziare il nostro proselitismo contro i nostri amici militari, perchp se crollano loro emotivamente e psicologicamente, allora c'è da essere ottimisti per il nostro futuro, altrimenti, si salvi chi può.

in francia ci sono stati 4 rapimenti di dirigenti, un assalto ad un "caltagirone, o tronchetti, o miliardario di turno francese"...che sia di insegnamento.

SONO LORO CHE VANNO IN GIRO CON LE AUTO BLU E LA SCORTA...NON NOI!

il mondo va a cicli, una nuova rivoluzione, altri roberspierre, robin hood, spartaco, valery, donquichotte, che guevara... sono in attesa di agire, è arrivato il tempo di sognare e riprenderci quello che ci hanno tolto per troppo tempo.


adios amigos!


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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Tue Mar 31, 2009 10:43 pm 
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Joined: Sun Mar 08, 2009 4:34 pm
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 Post subject: Re: europe situation
PostPosted: Wed Apr 01, 2009 4:36 pm 
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the final countdown...



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 Post subject: Re: europe situation
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