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 Post subject: giustizia...?...
PostPosted: Fri May 01, 2009 10:14 am 
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Joined: Thu Feb 19, 2009 5:26 pm
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quella vera arriva sempre con lentezza (se arriva)

Il Tar «riabilita» la Forleo: errori sul trasferimento
Annullata la decisione del Csm. La gip: commossa
MILANO — Il Tar del Lazio dà ragione a Clementina For­leo e annulla la decisione con cui il Csm il 28 luglio 2008 ha trasferito il gip da Milano a Cremona per incompatibilità ambientale dopo che in tv e sulla stampa aveva parlato di «sottili pressioni» che avreb­be subito da «poteri forti» e di rallentamento delle indagini quando si occupava come giu­dice del caso Unipol/Bnl. Affer­mazioni che, dopo aver scate­nato polemiche a non finire, si concretizzarono in un proce­dimento dell’organo di auto­governo della magistratura. Una sentenza che la Forleo ha accolto commuovendosi nel pomeriggio di ieri, quan­do le è stata comunicata al te­lefono in ufficio al termine di un’udienza che stava tenendo a Cremona: «Sono contenta, la giustizia ha trionfato», ha detto con gli occhi lucidi. Ma che, pur essendo teoricamen­te immediatamente esecutiva, non verrà applicata subito. Al­meno non prima della defini­zione completa del suo iter che, se il Csm farà ricorso, co­me ha sempre fatto in casi ana­loghi, dovrà passare anche il vaglio del Consiglio di Stato. Per i difensori comunque si tratta di un primo punto a fa­vore che «rappresenta un’af­fermazione di principio im­portante », dichiara uno di lo­ro, l’avvocato Giovanni Pesce. Il quale, però, sceglie il basso profilo: «È il primo round e non comporterà un trasferi­mento perché a Cremona la dottoressa Forleo sta lavoran­do con serenità e soddisfazio­ne ». Anche perché l’intera vi­cenda e tutti i suoi strascichi hanno inciso sui rapporti tra il giudice e diversi suoi colle­ghi milanesi. Il Tar ha accolto praticamen­te tutte le richieste presentate al plenum del Consiglio supe­riore della magistratura dal di­fensore della Forleo, il procu­ratore di Asti Maurizio Laudi, e poi nelle udienze del proce­dimento amministrativo dai legali del gip che, oltre Pesce, sono Mario Sanino e Mauro Renna.

Tre i punti evidenziati dai giudici nelle 24 pagine del­la sentenza. Il primo è che di fronte al Csm il procedimento sulla Forleo non doveva segui­re la strada amministrativa del trasferimento d’ufficio, ma quella disciplinare che eventualmente può portare a un trasferimento cautelare; lo impedisce la legge sulla mate­ria che, modificata nel 2006, ha però creato un sistema che soffre di una «sorta di incom­pletezza », commentano i ma­gistrati. Il secondo passaggio riguarda il fatto che non è sta­ta data una «esauriente spiega­zione sulla plausibilità» del perché l’indipendenza e la im­parzialità di Clementina For­leo sarebbero state messe in dubbio dalle sue dichiarazio­ni. Il terzo argomento sottoli­neato dal Tar, infine, è che do­veva essere valutata dal Csm anche la richiesta con cui Lau­di aveva invitato all’astensio­ne per «inimicizia personale» il vice presidente della prima commissione Letizia Vacca la quale, in piena fase istrutto­ria, aveva pubblicamente defi­nito la Forleo e il collega Luigi De Magistris come «cattivi giudici che non danno il buon esempio». È «arduo ipotizzare che l’inosservanza dell’even­tuale obbligo di astensione non abbia potuto produrre un’alterazione del procedi­mento », commentano i giudi­ci. «Sono felice, ma quelle scritte dal Csm sono state pa­gine buie», commenta, riferen­dosi anche alle sue vicende, De Magistris, che si è felicita­to per la sentenza insieme con Antonio di Pietro, leader d’Ita­lia dei Valori, partito per il qua­le è stato candidato alle Euro­pee lo stesso De Magistris e, di recente, anche l’avvocato Pesce.


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 Post subject: Re: giustizia...?...
PostPosted: Sun May 03, 2009 10:52 am 
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Joined: Fri Feb 20, 2009 3:11 pm
Posts: 40
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Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l'ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell'ex governatore della banca d'Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D'Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione "segreta" tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall'ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D'Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un'ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un'ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all'idea di predisporre un'ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l'appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L'ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com'è andata a finire, ma in quell'estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell'azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un'altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d'ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l'abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell'Interno Maroni, inondando il Ministero dell'Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l'Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.

(Carlo Vulpio - italiadeivalori.antoniodipietro.com)


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