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 Post subject: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Sat Feb 21, 2009 12:15 pm 
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le previsioni non aiutano ad essere sereni, sono lontani i tempi del "1 milione di posti di lavoro", oggi spesso si aggiunge...IN MENO...

"Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi è intervenuto sul tema dell'occupazione, lanciando l'allarme dal Forex di Milano: «Le ripercussioni sull'occupazione non si sono ancora pienamente manifestate; gli indicatori disponibili per i mesi più recenti prefigureranno un netto deterioramento. La caduta della domanda può colpire con particolare intensità le fasce deboli e meno protette, i lavoratori precari, i giovani, le famiglie a basso reddito». "


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 Post subject: Re: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Mon Feb 23, 2009 8:09 am 
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Joined: Thu Feb 19, 2009 6:31 pm
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Sinceramente tutta questa crisi del lavoro, almeno qua a Milano non la vedo.
Gente che riesce a lavorare, gente che viene assunta a tempo indeterminato. Gente che si permette di cambiare posti di lavoro...
Poi ci sono anche le teste di cazzo, che hanno una buona offerta di lavoro, ma solo perchè non è a portata di mano e perchè deve sbattersi per arrivare sul luogo di lavoro, rifiutano l'offerta!!!

Realmente vorrei ancora capire qual'è la crisi del lavoro qua a Milano. Invece so che al sud si è messi male...mio zio ha iniziato da ottobre a fare un mese si e uno no in cassa integrazione. Un amico di Cassino che lavora alla fiat ha iniziato a fare 15 giorni si e 15 giorni no di cassa integrazione...

Speriamo che il tutto si risolva.

Nel frattempo, grazie a Dio, chi vuol comprarsi una casa, questo è il momento giusto. Con un muto di 200 mila euro (ipotesi) a 30 anni ci si può permettere di pagare sui 700 - 800 € al mese. Ovvio sempre se si è in 2.
Infatti ci sto pensando seriamente di comprare una casa!!


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 Post subject: Re: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Mon Feb 23, 2009 8:48 am 
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Joined: Fri Feb 20, 2009 4:02 pm
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anche io credo che il lavoro in questo periodo non è difficile da trovare...certo la gente vorrebbe il lavoro da 2000€ al mese senza fare nulla, ma questo è un'altra storia....se la gente veramente non può arrivare a fine mese, può fare il portapizze la sera(mio fratello guadagna circa 700€ al mese lavorando 6 ore la sera), certo, non hai contratto, non hai sicurezza ecc.....ma prima della "crisi", c'era la sicurezza??


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 Post subject: Re: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Mon Feb 23, 2009 8:53 am 
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Joined: Thu Feb 19, 2009 6:31 pm
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Esatto...inizio da mercoledi anche io a portare le pizze per guadagnarmi qualcosina.. Non vuol dire che sono a Milano e guadagno 2000 € al mese..
Sono a milano guadagno 1000 € al mese..la vita è carissima...esco si e no 2 volte al mese per conservare i soldi... e comunuqe a fine mese non c'arrivo!!!
Bisgona lottare...anche per queste cose...


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 Post subject: Re: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Sat Feb 28, 2009 4:01 pm 
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Sono scesi in piazza per la prima volta insieme, imprenditori e operai, per una manifestazione contro la crisi e a difesa del comparto del tessile, di cui Prato è una delle capitali non solo italiana. 8.000 i partecipanti sabato mattina al corteo a Prato - rendono noto gli organizzatori -, fra loro rappresentanti di istituzioni, sindacati e associazioni di categoria oltre a studenti e pensionati. Presenti anche, in segno di solidarietà, i gonfaloni di altre città del tessile come Biella, Carpi e delegazioni straniere: di Marchin, in Belgio, e di Senones, in Francia, comuni gemellati con Vernio (Prato). «Prato non deve chiudere» questo lo slogan-appello, scritto più volte su un striscione lungo un chilometro, sorretto da duemila persone, in testa gli studenti del Buzzi, l'istituto tecnico pratese ad indirizzo tessile. Tra i partecipanti alla manifestazione anche Xu Qui Lin, unico imprenditore cinese di Prato iscritto a Confindustria, e alcuni cittadini extracomunitari «per dare sostegno alla città». (Ansa)


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 Post subject: Re: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Fri Mar 06, 2009 9:32 am 
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aggiornamenti:

Manager e banchieri, tutti in coda per un lavoro
Alla «fiera dell’impiego» di New York Cinquemila in fila, dall’ex pubblicitario all’ebreo ortodosso che cerca un posto nell’ospedale cattolico




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 Post subject: Re: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Fri Mar 06, 2009 9:36 am 
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situazione in irlanda:

Era la Tigre celtica, ora è travolta dai debiti. La presidente: «Consumati dal consumismo» :twisted:

Irlanda, il mito europeo fa crac

Oltre 100 mila persone sono scese in piazza a Dublino per protestare contro i tagli decisi dal governo



(Afp)LONDRA - «Consumata dal consumismo». La signora Mary McAleese, presidente dell'Irlanda, ha spiegato con queste parole il crollo della Tigre Celtica. Avendo alla spalle due professioni come quelle di avvocato e di giornalista, Mary McAleese, in carica ormai da una dozzina d'anni, ha saputo sintetizzare con efficacia ciò che è accaduto in un Paese considerato fino a qualche mese fa un «esempio virtuoso» per tutta quanta l'Europa. Dublino si è ritrovata, di punto in bianco, a dovere ripartire da zero: aveva scalato le classifiche delle migliori performance economiche a livello continentale (il suo Pil fino al 2007 cresceva annualmente del 7 per cento) ma, alla fine, si accorge che è stata solo una finta. Una gigantesca bolla che una volta scoppiata lascia in eredità un ***ulo di macerie.
È vero, gli irlandesi negli ultimi dieci anni hanno consumato come pochi altri al mondo. Ma, in maniera speculare, si sono pure indebitati come pochi altri al mondo. «Consumati dal consumismo», analisi impietosa che calza alla perfezione. Le stime ufficiali dicono che, mediamente, ogni contribuente è oggi scoperto per 100 mila euro. La montagna complessiva, per i quattro milioni di cittadini della Repubblica, è dunque di 400 miliardi di euro. E, siccome sono soldi che non si vedranno mai più, lo Stato deve correre ai ripari perché l'effetto moltiplicatore è drammatico. Le sei banche più importanti hanno concesso mutui e prestiti come coriandoli, alimentando il sogno di un boom immobiliare che si è materializzato nella costruzione di 128 mila nuovi edifici nell'arco di un biennio (2005-2007). Un cantiere gigantesco, simbolo di un'Irlanda che si presumeva prospera e felice. Invece, gli istituti di credito sono con l'acqua alla gola. La Anglo-Irish Bank è stata nazionalizzata a metà gennaio nel giro di un pomeriggio e con un comunicato del ministero delle Finanze: «Dopo un consulto con il consiglio di amministrazione, l'esecutivo ha deciso di effettuare i passi necessari alla nazionalizzazione». Per le altre cinque banche più importanti lo Stato ha messo sul piatto, fra l'autunno e l'inverno, una decina di miliardi di euro.

Una terapia d'urto per evitare il crac. Ma il pozzo è senza fine. E non passa giorno senza che il bollettino della disfatta non si arricchisca di nuovi dettagli. Persino le scorte di gas e petrolio sono di molto sotto ai livelli di guardia. Se dovesse trovarsi alla prese con una crisi energetica, l'Irlanda avrebbe autosufficienza per una cinquantina di giorni (contro i novanta suggeriti dalle istituzioni internazionali) poi si fermerebbe. Il Times di Londra ha scritto, citando uno studio del ministero dell'Energia, che il Paese «non sopravviverebbe». Discorsi teorici perché nessuno abbandonerebbe mai Dublino al suo destino (e l'Europa dà l'esempio, nonostante il referendum col quale gli irlandesi nel giugno del 2008 hanno bocciato la ratifica del Trattato di Lisbona) ma la Tigre celtica, per tornare alla metafora più in voga, ha perso gli artigli e forse qualcosa di più.
L'economia sembrava viaggiare che era una meraviglia. Dal 1995 in poi il tasso di disoccupazione era sceso da uno spaventoso 20 per cento a tassi (4,5 per cento nel 2006) di gran lunga migliori a quelli delle potenze industriali. L'innovazione e lo sviluppo non erano due parole magiche da inseguire ma, semmai, bandiere da sventolare. L'Irlanda era un motore che stava funzionando a pieno regime. «Prendete esempio», raccomandava il Fondo monetario. All'improvviso il giocattolo si è rotto, diventando il paradigma nella Ue, del terremoto globale. Alle spalle del boom nell'economia reale vi era una sconfinata palude di sofferenze finanziarie, una ricchezza più fittizia che materiale. I segnali sono comparsi all'inizio del 2008 quando i soldi non c'erano più. Se fino ad allora, con le migliori acrobazie, le banche erano riuscite a nascondere i buchi in bilancio, a quel punto la piaga si è aperta. La circolazione del credito si è interrotta, i debitori hanno dichiarato la loro insolvenza, le aziende sono asfissiate. E L'Irlanda da «esempio virtuoso» si è ritrovata ad essere la prima «malata» in Europa.

Ottobre 2008, dopo due trimestri negativi, Dublino dichiarava la recessione. La recessione per gli irlandesi equivale alla carestia, l'effetto psicologico è stato pesantissimo. Il 29 settembre la Borsa precipitava di quasi il 13 per cento. Una valanga. Le crisi hanno un percorso: l'ultimo gradino è la ricaduta sul lavoro e la società. Va in tilt il credito, si bloccano le imprese, partono i licenziamenti. La ex Tigre Celtica è stata travolta ed è nel mezzo della bufera. Il governo deve somministrare medicine amarissime: il premier Brian Cowen a metà febbraio ha presentato un piano da lacrime e sangue, due miliardi di euro da risparmiare entro il 2009, 15 entro il 2010. Dunque: per i dipendenti pubblici (compresi poliziotti, vigili del fuoco, insegnanti e spazzini) taglio medio delle retribuzioni del 7 per cento, tariffe al ribasso per i medici, riduzione dei sussidi per i figli più piccoli. Il sindacato è insorto e in piazza, cronaca della scorsa settimana, si sono visti a Dublino più di 100 mila manifestanti. Arrabbiati. «A noi portano via i soldi e alla nostra presidente?». Già, la signora Mary McAleese che, si sussurra (ma le cifre sono state pubblicate senza smentite), manterrebbe uno stipendio da 29.700 dollari al mese. Record o quasi fra i capi di Stato. La ex Tigre Celtica ha il morale davvero giù. A consolarla non bastano più la birra Guinness e il nuovo disco degli U2, mito nazionale e internazionale, appena uscito. I tempi sono cambiati. Al pub non si canta..
04 marzo 2009


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 Post subject: Re: market job situation - situazione del mercato del lavoro
PostPosted: Fri Mar 06, 2009 9:42 am 
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Joined: Thu Feb 19, 2009 6:31 pm
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Dove lavoro ce l'auxologico (Ospedale) e ci sono più di 200 persone per fare un colloquio per un posto da infermiere/a


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